D.L. 19 Maggio 2020 n. 34 c.d. “Decreto Rilancio”

Credito d’imposta sui canoni di locazione

 

Il decreto prevede un nuovo credito d’imposta del 60%  dei canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda.. Rispetto al precedente credito d’imposta previsto dal Decreto Cura Italia  solo per botteghe e negozi rientranti nella categoria catastale C/1 (cfr comunicazione Studio del 24 marzo 2020), la nuova agevolazione è più ampia, includendo tutti gli immobili destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico (compresi quelli nell’ambito dell’affitto d’azienda) o destinati all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Credito di imposta sui canoni di locazione

Possono beneficiare dell’agevolazione i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e gli enti non commerciali, con  ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro  nel periodo d’imposta  precedente a quello in corso al 19 Maggio 2020 (2019 per i soggetti solari). Tale limite non si applica  alle strutture alberghiere e agrituristiche.

Il credito d’imposta è riconosciuto sui canoni di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati:

  • allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico;
  • all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo;
  • allo svolgimento dell’attività istituzionale per gli enti non commerciali.

Il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio, e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento   a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno.


Ai soggetti locatari esercenti attività economica il credito d’imposta spetta a condizione che nel mese di riferimento abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Il credito d’imposta spetta:

  • in misura pari al 60% dell’ammontare mensile dei canoni di locazione, leasing o di concessione dei suddetti immobili ad uso non abitativo;
  • in misura pari al 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo.

Utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta è utilizzabile:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta  di sostenimento della spesa;

ovvero

  • in compensazione  nel Modello F24 ai sensi dell’art. 17 del  DLgs 241/97, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni.

I  beneficiari del credito possono optare per la cessione, anche parziale, del credito d’imposta ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari. La cessione  è ammessa anche per i crediti d’imposta per i canoni di locazione di botteghe e negozi.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione  ai fini dell’IRAP. L’agevolazione in esame non è cumulabile con il credito previsto per le botteghe e negozi (cfr comunicazione Studio del 24 Marzo 2020)  in relazione alle medesime spese sostenute.

Lo Studio è a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Ultime Circolari

Circolare n. 990 – IMU 2023: novità, termini e modalità di versamento dell’imposta  Presentazione della Dichiarazione IMU relativa all’anno 2021e 2022 entro il 30.06.2023.

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La principale novità per l’anno 2023 si riferisce all’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente per i quali sia stata presentata regolare denuncia all’autorità giudiziaria.
La prima rata IMU per l’anno 2023 deve essere versata entro il 16 giugno 2023 tramite Modello F24 o bollettino postale a seconda della tipologia di contribuente.
Le Dichiarazioni IMU relative all’anno 2021 e all’anno 2022 devono essere presentate entro il 30 giugno 2023.

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